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| | Votazioni Contest "Tornare indietro" | |
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 | | | | CONFERMATE E MOTIVATE IL VOSTRO VOTO CON UN POST! .Cruella DeVil;»Giornata noiosa quella di oggi. Nessuna novità, nessuno che la cerca, nessun sole che si infiltra tra le tende della camera. Una noia mortale. Si, era proprio di questo umore quando la noia la assalì, e dunque, avanzò verso la finestra accanto al suo letto. Osservò il cielo ed era coperto di nuvole, che coprivano completamente quel piacevole chiarore che spesso le faceva stampare sul viso un bel sorriso. Fuori di Hogwarts, non c'era praticamente nessuno, fatto rarissimo. Si voltò verso la gatta, che riposava beata sopra la sedia, senza pensieri. Non ti stanchi a non fare niente tutto il giorno? Le chiese. Meow Ebbe come risposta. Sbuffò. Non aveva la minima idea di cosa voler fare. Dunque, si sedette sulla scrivania:vi erano pergamene usate, scarabbocchiate o piene di appunti di aritmomanzia, lettere da parte di mio padre, o quelle da parte di Kevin, che le mancava un mondo. Odiava riordinare la scrivania:la amava disordinata come era, come se in tal modo, dimostrasse qualche segno di vita, anche se era assurdo. Così, cercò qualcosa tra le pergamene, qualcosa di interessante, qualcosa che le facesse passare il pomeriggio velocemente. In realtà, non trovò nulla. Era così annoiata, da mettersi a leggere gli appunti delle varie lezioni...alquanto bizzarro...! Ma fu proprio questo passatempo, che loro alunni definirebbero inutile, a farle trovare qualcosa da fare: la biblioteca. *Ma sei matta Emma?!Pfui!Biblioteca...è ridicolo!* *Meglio di stare qui a vedere Yoya che ronfa!* Così, prese una di quelle pergamene ancora non scritte, la sua piuma con la boccetta d'inchiostro, e si rifugiò nella biblioteca. C'erano molti alunni, stranamente. Probabilmente anche loro avevano trovato lo studio, come ultima spiaggia. Quando si ritrovò a girovagare tra gli infiniti libri della stanza, perse l'idea di studiare, ma trovò l'intenzione di scoprire qualcosa di nuovo. Il Quidditch attraverso i secoli Lesse piano, notando questo volume, posto su uno scaffale. Potrebbe essere interessante... E dunque, lo prese, e lo tenne in mano. Intanto, continuò a cercarne degli altri, e così trovò Gli animali fantastici:dove trovarli ed un altro libro, con il titolo troppo rovinato, ingiallito e vecchio, per riuscire a leggerlo. Del primo libro lesse solamente alcuni capitoli, chissà, lì avrebbe imparato nuovi trucchi per la prossima lezione di volo! Il secondo libro, non lo trovò entusiasmante e lesse solo qualche parte, rubata quà e là, sfogliandolo noiosamente. Arrivò anche all'ultimo libro, il quale non sapeva di cosa parlasse. Diede così una breve occhiata all'indice: tutti argomenti di cui già sapeva oppure, che non la interessavano affatto. Continuò a scorrere il dito verso quella lista di capitoli, che sembravano essere infiniti: Capitolo 26, La Giratempo *Che nome ridicolo!* Le disse una voce. Eppure, la attraeva. *Taci.* Le disse senza pensarci. Pagina 256...256...256...eccola! Ripetè a bassa voce, arrivando a quel capitolo. Vi era un'immagine che occupava circa metà pagina e raffigurava probabilmente questo oggetto. Sembrava una collana, ma non lo era. Poteva essere un orologio tascabile, ma non era neanche quello. Lesse il capitolo più di cinque volte, tanto le sembrava affascinante. Il tempo passava, e la pioggia aveva cominciato a sbattere sulle finestre da più di due ore. Ogni tanto, qualche tuono avvertiva Emma, ricordandole che il tempo stava passando. Gli alunni, ad ogni lampo, facevano leggere urla, fino a quando in biblioteca, non restarono solamente gli alunni che erano davvero intenti a fare qualcosa. In questo caso, solamente la ragazza. Si ritrovò a prendere appunti sulla pergamena, quasi incoscientemente: La giratempo è uno strumento con cui si può viaggiare nel tempo. Nell'immagine di questo libro, sembra che assomigli ad una clessidra su di una collana. Il numero di volte il quale veniva girata la clessidra corrispondeva al numero di ore in cui si poteva viaggiare indietro nel tempo. Nel libro si accenna anche ad altre Giratempo che permetterebbero di viaggiare ancora più indietro nel tempo o addirittura nel futuro. Neanche si accorse che una figura si stava avvicinando a lei. Quando la ragazza ebbe finito di leggere anche gli appunti per la medesima volta,potè scoprire che la bibliotecaria era intenta ad osservarla. Scusa...ti ho disturbato? Emma ci mise un po per formulare una frase, per rendersi conto di dove era e che cosa stava facendo. No, no. Ho..finito. La donna, sembrò non farci caso a questa risposta ed infatti chiese immediatamente: Anche tu sei rimasta incantata dalla giratempo, vedo. Si...mio padre non me ne aveva mai parlato...bhè...da quando sa che sono a conoscenza della magia,nonostante ciò... parliamo di tutte altre cose. Capisco...anche io ne rimasi stupita alla tua età. Davvero? Si. Mi ricordi molto me, da piccola. Era una giornata come queste, e stavo proprio facendo come stai facendo oggi tu. Già. E' strano che in giro non si parli di una cosa tanto stupenda... Ci sono cose ancor più stupende o almeno stupende quanto questa, nella magia. Ma tornare indietro nel passato...è il sogno di tutti! Vedi...chi è abituato a vivere cosciente di queste meraviglie, non se ne rende conto. Eppure è così. Emma annuì, sorridente. Non aveva mai incontrato quella bibliotecaria in giro. Non ti piacerebbe tornare indietro nel tempo?Rivivere i momenti più belli?Assaporandoteli più di quanto tu abbia fatto precedentemente? Le chiese la donna, quasi retoricamente. Una vecchia bibliotecaria, mi fece le stesse domande. E ci pensai per settimane. Adesso, è come se io sia in effetti indietro nel tempo... Continuò. Emma si sentì dovere di rispondere, ma in effetti, aveva un briciolo di timore, che qualche sua risposta avrebbe cambiato l'atmosfera che si stava formando. Se dovessi tornare... Pensò immediatamente a sua madre. Si, avrebbe voluto godersi ogni momento con lei. Qualsiasi momento bello, ma anche qualche momento brutto. Ma non avrebbe mai voluto desiderare che non morisse. Perchè morendo, le ha fatto imparare a godere la vita. Morendo, ha fatto vivere qualcunaltro. se c'è un gesto più amorevole di ciò... Non vorrei cambiare nulla. Non vorrei desiderare di non conoscere chi mi ha fatto soffrire, perchè comunque, soffrendo, ho imparato qualcosa. Perchè anche godendo quel poco, ho imparato a godere. E piangendo, ho imparato a sorridere. La donna, fece dunque un sorriso compiaciuto. Già. Se solo anche io lo avessi capito prima. Ritieniti fortunata di poterlo aver compreso sin da ora. E ricorda, che in realtà, non c'è bisogno di nessuna giratempo, per essere felici. O meglio, noi, non ne abbiamo bisogno. La bibliotecaria se ne andò, lentamente è vero, ma Emma, sentendo quell'ultima frase, rimase impalata. Come se fosse impietrita. Ma no, non era bloccata, era assorta di pensieri. Pensieri che le rimbombavano in testa. *Ha ragione* Fu l'unica cosa che eppure le venne in mente. ;CheerfulDIRGEVenerdì 17 Gennaio 2002
-Papà, papà! Ancora, ti prego!- urlava la ragazzina seduta sul sedile posteriore dell’auto nera e lucida. Pullulava di gioia, battendo freneticamente le mani. Rideva. -Jake… per favore. Ho mal di testa.- sbuffò la donna che si teneva la testa fra le mani, sul posto passeggero. -Khristine, dài. Si sta divertendo, non lo vedi? E’ ancora così piccola… vero principessina?- rispose ridendo l’uomo che guidava l’auto, velocemente. Troppo, velocemente. -Papà, lascia perdere la mamma. Rimetti la canzone e basta.- disse la bimba mettendo un finto broncio. “I sogni son desideri”. L’uomo e la bimba iniziarono a cantare a squarciagola e la donna non poté fare a meno di sorridere, cantando anche lei. Poi, all’improvviso, una frenata brusca. Uno stridulo di ruote sull’asfalto. Urla agghiaccianti. E sangue, tanto sangue. “I sogni son desideri”. E il buio.
Martedì 21 Gennaio 2002
-Jane?!? Jane, mi senti? Tesoro, ci sono io, adesso. Tranquilla.- La piccola aprì gli occhi. Sembrava avere migliaia su migliaia di sacchi di farina sulle palpebre. -Nonna? Che… cosa ci fai qui? Dove sono?- Tossì, rauca. Brutta cosa. Un dolore allucinante le prese alla testa. Poi, uno alla volta, i ricordi raffiorarono, come stilettate al cuore. -Dove’è il papà? La mamma? Nonna, dove sono?- Nessuna risposta. -Mi dispiace, piccola. Non ce l’hanno fatta. Ci sei rimasta solo tu. Ma mi prenderò io cura di te, tranquilla.- Una smorfia di dolore si dipinse sul volto pallido della ragazzina. Poi, di nuovo il buio.
Giovedì 23 Gennaio 2002
-E questa è la solita stanza, tesoro. Chiedi qualsiasi cosa, mi raccomando.- La donnetta anziana uscì a passo trascinato e pesante dalla stanza. La ragazzina, chiuse la porta della camera a chiave. Perché a lei? Perché doveva soffrire lei? Si gettò sul letto, muta. Senza piangere. Poiché neppure le lacrime rattoppavano la ferita aperta e dolorosa che le squarciava il petto in tanti piccoli pezzi. E gli altri, con i loro pianti, non facevano altro che gettare limone acido sulla sua carne viva. Sospirò, affondando la faccia nel cuscino; dormire. Solo così poteva dimenticare, anche se per poco il dolore. Così poteva solo vedere il buio e il sangue.
…
Ma non vide il buio. Anzi. Una strana luce che l’accecava, incostantemente. Sbadigliò. Dov’era? In una stanza, mal illuminata solamente dalle tapparelle. C’era un caldo soffocante e nauseante. Nessun mobilio adornava la stanza spoglia. Solo al centro della camera, qualcosa di dorato brillava. Jane si avvicinò ad essa, lentamente. Ebbe un sussulto, nel vedere la Giratempo. Era ancora in tempo per rimediare; si, era sempre stata colpa sua. Se non si fosse messa a cantare quella stupida canzone, distraendo il padre, adesso… Corse verso la collana: era la via di salvezza della sua famiglia. La mise al collo. Sospirò; poi, con l’indice e il pollice, fece fare esattamente 168 giri in senso antiorario, esattamente le ore dei giorni della settimana più schifosa della sua vita. Immagini fulminee le trafissero gli occhi, fino a… *-Papà, papà! Ancora, ti prego!- urlava la ragazzina seduta sul sedile posteriore dell’auto nera e lucida. Pullulava di gioia, battendo freneticamente le mani. Rideva. -Jake… per favore. Ho mal di testa.- sbuffò la donna che si teneva la testa fra le mani, sul posto passeggero. -Khristine, dài. Si sta divertendo, non lo vedi? E’ ancora così piccola… vero principessina?- rispose ridendo l’uomo che guidava l’auto, velocemente. Troppo, velocemente.* -Papà, rallenta. E, per questa volta, lasciamo in pace la mamma.- disse la bimba bonaria. Dopo dieci minuti, si ritrovò nel suo lettino, con i genitori, pronti a darle la buonanotte. -Sogni d’oro, piccola. Ci vediamo domani.- -Si, a domani. Vi voglio bene, mamma, papà.- e spensero la luce.
Giovedì 23 Gennaio 2009
-DRIIIN!- Jane si mise un cuscino sulla testa. Ma il trillo le rimbombava in testa; non cessava. Prese la sveglia e la scagliò in un angolo della stanza. Andò in pezzi. Un sorrisetto malefico le si dipinse sulle labbra carnose. Confusa, cercò di ricordare il suo sogno. Era così bello, così reale. Ma solo un sogno. La stanza, la sua cameretta, i genitori… la Giratempo. Era tutto una messa in scena, un teatro di burattini. Sospirò, sbadigliando. Aveva avuto lo stesso sogno di ogni notte. La solita sensazione di déjà-vu. Non sempre “I sogni son desideri”. ZEROlouise,Seleziona tutto. Elimina. I n c i p i t. "Io sono forte, io non piango. Io sono forte, io non piango. Io non piango, io non piango. Cosa sono gli occhi arrossati? E le piastrelle di maiolica bianca ai miei piedi, ormai completamente percorse da gocce? E' tutto irrilevante. C'è solo la mia anima, e lei no, lei non piange; tutt'intorno il marciume di questo contesto, specchi opachi e rubinetti arrugginiti. AAAAAAAAAAAH!, grido silenziosa in questa notte maledetta. I singhiozzi di qualcun altro nelle orecchie, attualmente sono il mio unico manifesto musicale".
Profondi occhi azzurri la tenevano letteralmente inchiodata al suolo, scrutandola dalla testa ai piedi al fine di cogliere in lei qualsiasi strascico di vita. Non la capiva, non l'avrebbe mai capita, probabilmente non desiderava neppure farlo. Nove mesi di sofferenza tragicamente buttati al vento, Marie, la tua minuscola copia è lontana anni luce da come te l'eri immaginata. Copulare con un artista Londinese non è stato per niente l'affare del secolo; ma in fondo, ella è ancora acerba, ancora morbida creta che il tuo precedente marito si è dimenticato di plasmare del tutto. Cambiala, cambiala, sussurra una vocina all'interno della tua testa. Ma non è dei tuoi errori che voglio parlare. - Hai capito? Tu mi farai da damigella, lui avrà il compito di portare le fedi. Oh, sarà semplicemente fantastico. - Fantastico. - Non mi interessa se non vuoi farci amicizia... non mi guardare così, è evidente che tu sei una pessima intrattenitrice, ma dovrai sforzarti. Ricordalo, Mercoledì non è lontano. Poi potrai anche ignorarlo, questa casa è grande, non sarà difficile. Ma Mercoledì dovrete comportarvi come se foste fratelli di sangue. - Sangue. Ripeteva le parole, voleva farle sapere che stava ascoltando. - ... sì. Ora va, forza... ho un mucchio di cose da fare. Uno sguardo oltre l'immensa finestra che dava sui giardini, seguendo la linea perfetta che la donna aveva tracciato nell'aria pochi secondi prima. - Devo...? - Come preferisci. L'importante è che siate amici di Mercoledì. Per il resto, non sono affari che mi riguardano. Il secondo matrimonio di mamma. Che cosa strana. Louise cercava in tutti i modi di non pensarci, ma mettere in atto tale proposito era un'utopia, in quanto le sue giornate si stavano facendo sempre più vuote, la sua mente meno occupata, e Maison de Montmorency sempre più sfarzosa, in trepidamente attesa di ospitare quel curioso evento. Tutti, lì al castello, parevano condividere il medesimo stato d'animo, chi perchè non vedeva l'ora di smettere di sgobbare il triplo, chi perchè da sempre in possesso di un animo festaiolo. Louise, dal canto suo, sperava invece che quel giorno non giungesse mai. Le gardenie appassite, gli ospiti d'onore intrattenuti altrove, casuali delitti, ripensamenti last minute, o l'elegante barboncino di una delle invitate che divorava gli anelli dorati, proprio come succede nelle commedie Babbane, e allora no, non ci si può più sposare, rimandiamo tutto - questo s'augurava ogni mattino la bambina, rifiutandosi d'accettare quell'ennesimo cambiamento. Non lo voglio, un altro cognome; non ho bisogno di un padre, e tantomeno di un fratello. Aveva attraversato una frontiera dormendo e nessuno l'aveva svegliata per timbrarle il passaporto. Stava accadendo tutto troppo in fretta, secondo i suoi gusti. Per questo motivo ciò che stava accingendosi a fare non la disturbava più di tanto: ignorare le persone era estremamente facile di quei tempi, specie se eri la figlia della Device con a malapena cinque anni sulle esili spalle. Svoltò l'ennesima siepe a forma di unicorno, certa di trovare lì l'oggetto del suo non - desiderio. Testa alta, passi cadenzati, non è difficile. La figlia di Marie, ricorda. Ma se tale fanciulla, oltre al portamento, è anche dotata di una morbosa curiosità, allora... Un'occhiatina sola, una sbirciatina. Una toccata e fuga che durò anni. Quell'aspetto perfettamente curato abbinato a quello sguardo interessante facevano del rachitico ragazzino appollaiato sulle radici di un albero una persona fuori dal comune. Senza pensarci due volte Louise si congedò frettolosamente dai confini che si era prefissata, e prese a marciare con una certa impazienza nella direzione opposta; la distanza che la separava dalla figura che doveva avere un paio di anni in più dei suoi s'assottigliava sempre di più mentre le loro ombre andavano ad abbracciarsi, componendo una strana figura sull'erba luccicante di rugiada. Ogni passo era accompagnato da un sinistro sgusciare della suola di gomma su quel terreno fangoso, mentre le pupille cerulee si dilatavano visibilmente per l'agitazione che, stranamente, si era fatta completa padrona dei suoi sensi. - Sei il figlio di Hofmann, non è vero? Voce squillante, la sua, persino amichevole nonostante l'imperscrutabilità del volto, che venne ricambiata con un misero cenno d'assenso da parte del bambino. - Mi chiamo Anima. Mentì in maniera un po' confusionaria porgendogli la mano sinistra. Non era abituata a questi convenevoli, nemmeno lei riuscì a spiegarsi il perchè di un comportamento simile, eppure sapeva che doveva farlo. Sapeva che quell'incontro non doveva essere casuale. - Eliot. Rispose monosillabico egli, fissandosi il ginocchio destro leggermente sbucciato; a giudicare dai piccoli rametti sparsi tutt'intorno in disordine sul prato, doveva essere caduto cercando di arrampicarsi sull'albero che lo sovrastava, ma non prima di aver rovinato il diligente lavoro degli Elfi Giardinieri. - Ti sei fatto male... vuoi che resti un po' con te? O posso accompagnarti a farti medicare quei graffi. Mormorò mortificata Anima, mentre una Louise piuttosto scossa si ribellava all'interno della sua testa. - Questo... questo essere nulla. Come dire voi? Essere abituato. Ma le indicò ugualmente il sedile d'erba accanto al suo. - Abituato, sì. Certo che parli davvero in modo strano! Da dov'è che vieni? - Augusta. - E' in... in... dov'è? Germania? T'insegno il Francese se vuoi. Anche l'Inglese. Mio... padre... me ne ha insegnato un po'. Si pavoneggiò discretamente entusiasta di aver trovato un nuovo passatempo, battendo le mani un paio di volte sperando di contagiare il misterioso ragazzino con quella sua improvvisa ondata di allegria. Tuttavia, l'incrinazione che la sua voce prese quando citò la figura paterna sembrò non passare del tutto inosservata. - Dove adesso tuo padre? - E' tornato in Inghilterra, se ne è andato un anno fa. Gli occhi di Louise che s'andarono a posarsi sulle sue gambe tradivano una certa delusione. - E tua madre? - Morta. - Oh... Eliot... Il bambino scrollò le spalle e le fece segno di zittirsi. - Abituato. Io non... non conoscevo lei, mai conosciuta. Adesso esserci signora Device. - ... non ci contare troppo. - Uhm? - Eliot, ti piace la tua nuova casa? Non potendo spalancare il sorriso più di così, Louise lo lasciò scemare verso il centro, poi lo tirò di nuovo al massimo in un moto di nervosismo. - Molto spaziosa, non essere male. Biblioteca mia stanza preferita. - E' anche il mio luogo preferito! Si guardarono sorridendo, in silenzio. Non c'era molto da dire, ma ben presto lei tornò a fendere l'aria con le sue parole. - Allora ti va se...? Venne interrotta da una voce fin troppo conosciuta, che riuscì a farla trasalire come se si fosse appena procurata un potente colpo di frusta. Prese a mordersi il labbro inferiore, mentre la sua personale fortezza cominciava lentamente a risucchiarla al suo interno. - Magari un'altra volta, eh Eliot, adesso dovrei... - Chiamava te? La ragazzina annuì timidamente; aveva già intuito dove egli voleva andare a parare. - Louise... tuo vero nome? Non Anima? - Anima è il mio secondo nome, lo preferisco rispetto al primo. - Allora chiamare te Anima. - ... no, va bene anche Louise. Al primo impatto con quel bizzarro bambino si era detta: vorrei che mi chiamasse Anima, ma il suo nome francese s'adattava alla perfezione a quella voce, e le pareva persino che fosse stato creato apposta per sgorgare dalle labbra screpolate di Eliot. S'alzò, inspiegabilmente radiosa. Forse da quel matrimonio poteva ricavarci anch'ella qualcosa di positivo. - Però mi ci porti. La prossima volta. Louise annuì sorridendo. - Te lo prometto. - Promesso? - Sì, promesso - promesso. - Sicura? - Oddio sì, che noioso! Promesso. Si chinò verso di lui, porgendogli un infantile dito mignolo perfettamente sollevato, che andò ad intrecciare rapidamente col suo. Agitò nel vuoto quello strambo contatto, l'ennesimo sorriso, ed entusiasta intraprese una folle corsa in direzione del castello, mentre il bordo di pizzo del suo pomposo vestito la seguiva fluttuante.
"Sento che vorrei passare il resto della mia vita con te. Sento che non vorrei vederti mai più. Sento che sei mio fratello. Sento che sei il mio futuro amante, il mio migliore amico. Sento che vorrei dire a tutti che sei il mio ragazzo. Sento che vorrei far finta di non averti mai conosciuto. Come lo chiami questo, Eliot? E' amore quando una persona ti fa sentire tutte queste cose?" brokenSTRINGS; A little heart broken;
Come tutti i giorni ero a casa,da solo,o meglio,con la mia baby sitter,i miei erano ricchi,si,ma per guadagnare i soldi con cui mi viziavano dovevano lavorare e,per lavoro,erano sempre in viaggio. Persino in quel giorno,24 dicembre,ore 11:30,loro non c'erano,mancava mezz'ora all'apertura dei regali di Natale,c'erano circa 632 regali,tra nonni,zii,parenti e persone che,fra l'altro,neanche conoscevo,ma io ero triste. Erano ormai le 11:55,quando vidi aprirsi il portone d'entrata:erano loro. Gli corsi incontro e li abbracciai,finalmente erano tornati ma,non sapevo,che erano tornati solo fino a mezzanotte. Infatti a mezzanotte in punto andarono via di nuovo,chiedendomi prima:"Vuoi che rimaniamo o possiamo andare?",io,ormai arreso,risposi che potevano andare. Uscirono di fretta,tutti eccitati,e io,da dentro,disegnavo delle stelle vicino alla finestra di casa,appannata dall'umidità del tempo. Il giorno dopo,il 25 dicembre,mi svegliai convinto che loro fossero tornati,invece,trovai la babysitter che parlava al telefono in lacrime,attaccò il telefono e mi guardò:"Non so come dirtelo...",singhiozzò,prima di continuare,respirò profondamente:"Tua madre e tuo padre sono....morti...in un incidente d'auto." Mi sentì distrutto,ma non dal solo dolore della loro perdita ma dai sensi di colpa. In quel momento,avrei voluto tornare indietro nel tempo,per convincerli a restare a casa...Avevo proprio bisogno di un Giratempo... -La Poetessa della StradaEra una giornata come le altre … mi ero appena svegliata, ero già in azione, girovagavo per la casa aspettando la colazione … il papà non era ancora sveglio ecco cosa fare!! Svegliare papà era la mia attività preferita. “Papà, È ora” dissi scuotendo delicatamente le coperte, lui si svegliò sorridendo “Pà, colazione, lavoro” dissi … era il modo più veloce per dire di andare al lavoro a mio papà. Ero sempre felice, giocavo sempre con lui… Il mio papà si svegliò e iniziò a prepararsi, la colazione per me era pronta. Anche papà arrivò, vestito per andare al lavoro, diede un piccolo bacio a me e alla mamma. Era tardi per il papà, lo spinsi via delicatamente, quando lo feci sentii una sensazione di vuoto… Lui se ne andò fingendo di essere indispettito, l’ultima volta che lo avrei visto. Eccolo che se ne andava, saliva in macchina e partiva…partiva per sempre, mi affacciai alla finestra salutandolo. Passavano i secondi, passavano i minuti, passavano le ore ma papà non tornava a casa, era in ritardo… “Papà dov’è? Perché non torna?” La mamma era preoccupata quanto me: “Magari c’è traffico…” Squillò il telefono, era una squillo terrificante, preoccupato … La mamma rispose, brutte notizie, papà non si era presentato al lavoro, ovviamente mia madre mi disse che il papà era in ritardo. Iniziarono le ricerche, chiamate su chiamate, la mamma mi aveva mandato in camera a giocare … io non ne avevo voglia, stavo ascoltando quello che la mamma diceva. Era preoccupata, continuava a chiamare tante persone e dava la descrizione del papà. Nel pomeriggio squillò il telefono sempre con quel tono stridente e preoccupante, la mamma parlava a bassa voce e piangeva, io ero sempre chiusa in camera a fingere di giocare…andai da lei ad abbracciarla. “Perché piangi, ti sei fatta male?” chiesi preoccupata Lei mentì e mi disse: “No, Giuly…sono lacrime di gioia, papà deve andare via immediatamente perché gli hanno affidato un importante lavoro.” “Quando torna a casa?” chiesi allora, “Non lo so, ha detto che sarà una cosa molto lunga” mentì ancora.
Ricordi, ricordi, un vortice di ricordi, ricordi dolorosi…come facevo a ricordarmene ancora? Se solo non avessi svegliato papà, se solo non gli avessi fatto fretta anche solo per gioco, se solo lo avessi trattenuto anche un minuto in più, sarebbe tutto diverso adesso bastava un minuto solamente per salvarlo, però lo avevo quasi sentito che doveva accadere, sentivo un vuoto dentro, avrei fatto di tutto pur di poter cambiare il passato, anche solo un piccolo ritardo poteva bastare…potevo tornare indietro nel tempo? Sì, con la Giratempo. L’avevo vista una volta in qualche cassetto di mia madre, sembrava un simpatico orologio da taschino. Ravanai un po’ e la trovai. Quanti giri dovevo dare? Sapevo che papà era morto verso le 10.30 del 2003… circa 144 giri. Ci volevo provare, 1,2,3 … 142,143,144.
Mi ritrovai nella stanza di quando ero piccola, Giuly piccola stava passando adesso per andare a svegliare papà, mi resi conto di aver esagerato con i giri ma che in fondo era un bene, c’era una finestra in camera mia che ai tempi era al primo piano e dava sul giardino, uscii di soppiatto da lì e mi diressi di nascosto alla macchina di papà … potevo bucargli una ruota e nascondere quella di scorta, potevo far squillare il telefono fingendo di essere una qualche collega di papà per dirgli che oggi poteva entrare mezz’ora dopo…dovevo sbrigarmi, papà stava uscendo. Mi nascosi dietro un albero e intanto pensavo freneticamente e tra questi pensieri mi sorse una domanda -Sarebbe stato giusto modificare la mia vita solo per piacere personale?E chi sarebbe morto al posto di papà?Un’altra persona innocente di certo…- Papà saltò su un macchina, per l’ultima volta…io non feci nulla, guardai solo il suo viso giovane e bello, sorridente come sempre. Lo lasciai andare, lasciai che tutto si svolgesse come in passato, lo salutai da dietro l’albero, mentre la mia io piccola lo salutava dalla finestra della cucina, per l’ultima volta.
Tornai alla mia vita normale in un batter d’occhio, come se non fosse accaduto nulla…ero sdraiata sul mio letto, in lacrime, la Giratempo non c’era più, possibile? Stavo facendo per l’ennesima volta le valigie per tornare ad Hogwarts come ogni volta che andavo per un lungo periodo a casa con mia madre per curarla. Mi asciugai le lacrime e misi tra i vestiti una foto di quando ero piccola con mamma e papà, poi partii. Liu.MFinita la lezione di Trasfigurazione, Flora tornò nel suo dormitorio. Purtroppo Jane era stata troppo male quella sera per andare a lezione perciò stava già dormendo. *Forza Flo. Ancora 10 minuti e la raggiungerai nel mondo dei sogni!* *Esatto. Devi solo raggiungere il letto.* E lo raggiunse. “Avrei bisogno di un Giratempo...” Mentre biascicava questa frase cominciò a vedere annebbiato. Gli occhi si chiusero sotto il peso delle palpebre. Eccolo il mondo dei sogni. Ecco quel posto fantastico in cui ognuno poteva fare quello che voleva.
Hogwarts. Tutto era ovattato. Come se tutti gli angoli fossero stati smussati. Flora girovagava per i corridoi. Stava cercando qualcosa, o forse qualcuno. Eccola. Se stessa. Era seduta sui gradini di una scala. Stava studiando per prepararsi a un esame. Era pronta. Si alzò e girò l’angolo. *Come eri buffa* “Cosa intendi dire? Stai insinuando che non ero e non sono la ragazza più bella dell’universo?” Ecco come al solito Flora, la Flora del presente si era persa nei suoi discorsi con Blue. La Flora del presente? Quale presente? Del presente.. futuro. Perché chi capiva quale era il presente e quale il futuro. Flora si sedette per terra contro il muro. Un oggetto metallico cominciò a dondolare. Lo prese in mano. Ecco come aveva fatto a ritrovarsi nel passato! Non era la Hogwarts che conosceva. Era la Hogwarts di due anni prima, la Hogwarts in cui aveva conosciuto tanti amici che poi puff... erano....
Vacanze di Pasqua a scuola. *Che diamine sta succedendo!* *Rise di a Flora di smetterla giocare con quel’aggeggo che ha al collo o continueremo a spostarci per il tempo.* “Zitte voi! Vediamo cosa ho combinato queste vacanze.” Le piaceva vedersi da fuori. Era strano ma almeno avrebbe potuto modificare dei comportamenti errati. Girò per il lago, per i corridoi, controllò le aule e i dormitori. Niente. Senza speranze andò verso il cortile. Seduti sotto un albero c’erano David e la Flora del passato che chiacchieravano. O meglio: filosofeggiavano. Quel ragazzo era troppo adulto. Pensava come se la vita finisse il giorno dopo e dovesse fare tutte le esperienze il prima possibile. Flora si risedette per terra e...
DRIIIIIIN! LA sveglia di Jeje stava suonando. La notte era già finita. I viaggi erano stati brevi e inutili. Un Giratempo? Rivivere le giornate appena passate? No grazie. Preferisco vivere giorno per giorno e imparare dai miei errori. « .PARADISEcity;Se solo avessi avuto un Giratempo.. Se solo avessi avuto il giratempo? Beh, non sarebbe successo assolutamente niente. Perchè sprecare un momento della tua vita e riviverlo finchè la depressione sarò colmata da famelici creature chiamate ricordi? Il giratempo non serve a niente, è assolutamente inutile...Tutto quello di cui hai bisogno è forza, coraggio e determinazione. In fin dei conti, i maghi, sono tutti dei nullafacenti; usare la magia per non sprecare la forza fisica? Pazzesco. Se solo avessi avuto un giratempo, si..se avessi avuto un giratempo non sarei qui, ma sarei probabilmente in quel posto laggiù. Vedi il cielo grigio, costernato dagli alberi? Lì. La pietra che circonda la vita, l'infamia e la miseria del tuo personalissimo castello di carta, non fanno altro che cambiare forma e trovare altre vittime da divorare senza mai fermarsi. Pensi che sia pazza? Vallo a chiedere alla cara signora Rosalie Chardonne-Berger, ormai chiamata solo Chardonne: lei ti dirà tutto, con occhi spiritati e di fuoco. Alla fine, pur avendo lo sguardo del ghiaccio..il fuoco è più forte. Ed ecco perchè, fino ad ora, ho sempre odiato i miei occhi. Il ghiaccio si scioglierà, prima o poi. Io no. Ebbene, cominciamo a narrare la storia dell'affascinante, ed avvenente contessina Synnove Marthe Chardonne-Berger, dai penetranti occhi di ghiaccio.
My light, slowly fades away My hope's gone and went astray But I see their dark dream sails Oh, take me away..from here
Eh si, non sapevo cosa fare in quel periodo. Oh povera bambina incompresa! Cosa ti è successo, piccolina? Non pensavo ad altro che a quella stupida di mia madre, cosa diavolo avesse fatto per lasciare me e mio padre così. Poi, anche lui, non è che fosse un santo caduto dal cielo per salvarci. Perchè una vecchia pazza se ne usciva con "ZITTA!!" lui scappava di casa. Ma perchè mai dovresti farti peso dei tuoi genitori? Sei una ragazzina grande, ormai! Oh, no. Sono una piccola bambina dentro ad un corpo da ventenne. Si direbbe un sogno, probabilmente..ma questa è realtà, cara la mia ragazza. Oh, dear. Non lo sapevo, piccolina mia! Vai a lavare il pavimento, che mamma ti parla del bucato! Ancora ho la sua voce nella testa, ancora ho il suo grido di rabbia..la rabbia! E quella dovrebbe conoscere la rabbia? Tu sei vigliacca. Tu non esisti. Lasciami in pace, nel mio mondo, dove solo io so che tu non esisti, e me ne compiaccio. Ed il mio mondo era la biblioteca: non una biblioteca qualsiasi, ma l'insieme di libri che era contenuto dentro al legno intarsiato della favolosissima casa Berger, al di fuori delle verdi campagne desolate come la morte per asfisia durante una maledetta sentenza del giudice. Sarà, forse non è chiaro cosa sto dicendo. Ma odio i Giratempi, odio il passato ed odio tutto quello che è dietro di me. Egoista, forse? Improbabile. Ma quanto mi dispiace. Sei forse tu, quella che correva nei prati? Sei forse tu quella che rivive il passato? Datti una svegliata. Tu non sei niente dentro di me, io sono tutto quello che tu non hai mai avuto, e mi odi perchè sono meglio di te. Non ti ricredere mia cara, perchè tu sai benissimo di non essere fuoco: sei semplicemente ghiaccio. Ma io non avrò mai bisogno di un giratempo. No, mai, mai nella vita: io sono forte, e non mi scioglierò! L'oltretomba è un enorme prato, solo tu saprai come usare il tuo giratempo e codificare la tua anima correttamente. Ed ecco perchè, prima o poi, il ghiaccio si scioglie, mentre il fuoco arde e divora. | | | |
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 | | |  Millennium Member
 Group: Studente CorvoneroPosts: 1972 Status:  | |
| « .PARADISEcity;.
Perchè? Semplice,con un giratempo,nella vita reale,si può fare molto,invece,nel mondo della magia,puoi solo rivedere cosa hai fatto perchè,se intervieni nel tuo passato ai una brutta fine =D Lei ha espresso il "diverbio" interiore tra la parte che voleva usare il giratempo (la madre) e la parte che non voleva usalro (la protagonista).
Spero di essermi spiegato =D | | | |
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 Group: Studente TassorossoPosts: 8222 Location: Milano Status:  | |
| .Cruella DeVil;»: Mi sono sentita plagiata quando c'erano i dialoghi interiori ma probabilmente in tanti lo fanno ^^ Non si capisce quando parli tu e quando la bibliotecaria. Forse un pò più di interpunzione non avrebbe fatto male.
Jeje e Jojo: Non so se ve ne siete accorti ma le vostre sotire sono pressochè identiche. Abbasso le tragedie famigliari viva le famiglie normali!!!!
Louise: inimitabile, fantastica, eccezionale. La chiamerei L'inizio!
Giuly: un'altro? e siamo a 5 genitori morti in un incidente d'auto... ragazzi ma dove è finita la fantasia?
Mary: La prossima volta che ti fumi qualcosa: 1) offri; 2) non scrivere ste baggianaate! xD
Lau: Bella... Prende... Solo non posso capirla a fondo perchè non ho letto tutta la tua scheda xDxD
Se non è chiaro il mio voto va a Louise ^^
EDIT: Quello che conta in questi casi è anche il contenuto. Soprattutto se si sa che gli stili sono tanto diversi, si valuta il contenuto (in alcun casi poco vario...)
Edited by Liu.M - 3/5/2009, 11:59 | | | |
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 | | |  Millennium Member
 Group: Studente CorvoneroPosts: 1972 Status:  | |
| Scrivo sotto spoiler perchè è 'na cretinata :asd: anche se i genitori muoiono in un incidente d'auto il modo di scrivere cambia,o abbiamo scitto uguale,senza nessuna differenza? | | | |
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 Group: Studente SerpeverdePosts: 1027 Status:  | |
| Devo dire che mi sono piaciute molto tutte. Ero indecisa tra Cruella DeVil e ZeroLouise. Alla fine ho votato per la seconda perchè la storia mi ha preso davvero molto e i dialoghi erano perfetti. In più mi ha colpito moltissimo la parte finale. Perciò complimenti. | | | |
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 | | | | Ho votato Liu perchè mi sembra impostata veramente bene, forse con qualche errore grammaticale, ma mi piace la grinta che ha la protagonista ^^ | | | |
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 Group: Studente CorvoneroPosts: 3517 Status:  | |
| perchè non sapevo di questo ocntest? 0.0 | | | |
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 | | |  Ci sono tanti modi per dirti cosa provo per te...il migliore è la poesia
 Group: Studente TassorossoPosts: 3528 Location: vengo da un foglio che prima era bianco e ora è stato riempito da parole sincere... Status:  | |
| CITAZIONE (Liu.M @ 3/5/2009, 11:03) Giuly: un'altro? e siamo a 5 genitori morti in un incidente d'auto... ragazzi ma dove è finita la fantasia? Vorrei ricordare per correttezza dei fatti che il papà del mio PG è veramente morto se volete controllare la scheda sapete dove trovarla...mi è sembrato giusto sopratutto per Giuly rivedere il suo passato...mi sono messa completamente ed assolutamente nei suoi panni...questo è tutto. Voto Nullo, sono tutte troppo belle. | | | |
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 Group: ProfessorePosts: 2186 Location: Chicago Status:  | |
| Il mio voto va a Jane... Mi è piaciuta particolarmente la sua FF, soprattutto l'ultima frase. Anche se non è una di quelle FF da pagine e pagine è riuscita, in quelle righe, a trasmettere il dolore, la felicità, che prova la bambina. Niente da aggiungere  | | | |
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 | | | | Per farla breve, voto Flora. Mi è piaciuto molto il modo di scrivere. Divertente, insomma. Ha confrontato L'"allora" con l'"oggi", mettendo in evidenza le sue caratteristiche caratteriali. Complimenti a tutti, comunque. Anche quella di Louise era molto bella, fatto sta che ero indecisa tra la sua e quella di Flò. ** | | | |
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 Group: Studente TassorossoPosts: 8222 Location: Milano Status:  | |
| Oggi siamo tutti permalosi?? Ho capito che è successo e capisco che siamo una cosa che vuoi far rivivere al tuo PG ma i pareri sono pareri. Secondo me ci sono dei Background troppo tutti (troppo tutti si dice??) uguali... Punto. | | | |
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 | | |  Ci sono tanti modi per dirti cosa provo per te...il migliore è la poesia
 Group: Studente TassorossoPosts: 3528 Location: vengo da un foglio che prima era bianco e ora è stato riempito da parole sincere... Status:  | |
| perfetto, ancora una volta per correttezza dei fatti, io giuro solennemente di non aver letto le altre FF ...appena ho visto il titolo a cui bisognava ispirarsi mi sono detta che,visto che Giuly ci tiene tantissimo, potevo scrivere una FF sul suo passato e sulla morte del padre. | | | |
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 Group: Studente CorvoneroPosts: 3517 Status:  | |
| ZEROlouise
mi è piaciuta molto, mi complimento per l'abilità di scrittura...
comunque sono tutte molto belle. | | | |
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 | | |   Things they do look awful cold, hope I die before I get old.
 Group: ProfessorePosts: 20709 Location: Chiedilo al Punto Interrogativo! Status:  | |
| Non posso che quotare la Mary. Sono d'accordo, tutti questi poveri PG hanno i genitori morti (: Detto questo, sono piuttosto indecisa fra Mary, Louise e Katty. Forse quella di Katty non mi soddisfa al massimo, ma è comunque degno di nota. Louise, come al solito, è così brava che non riesco neanche a descrivere quello che ha scritto! Mary, invece..una cosa che adoro. Sprizza "Flora" da tutte le parti XD Non so come spiegarlo, ma lo stile della scrittura ricorda Flora in ogni singola parola. Quindi, ho deciso alla fin fine di votare lei (: | | | |
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 | | | | Mi lascio andare ad una citazione: "Patetico, uno dei più grandi maghi della sua famiglia morto in un incidente d'auto. Letteralmente patetico..."Io sono d'accordo con Mary, ci sono molti background uguali. Tutti morti u.u Dove sono finite le allegre famigliole stile Weasley? (e qui già immagino che tutti mi daranno addosso, ma ci tengo a ricordare che la famiglia di Louise per ora non conta alcun decesso *O* Sono semplicemente tutti molto... libertini xD). Non so chi voterò, forse farò l'ignava e mi darò al nullo. Ma comunque: recensioniii °_°/ Cruella: piacevole da leggere, interpretazione originale del tema, moralista al punto giusto. Fin troppo. "Non vorrei cambiare nulla. Non vorrei desiderare di non conoscere chi mi ha fatto soffrire, perchè comunque, soffrendo, ho imparato qualcosa. Perchè anche godendo quel poco, ho imparato a godere. E piangendo, ho imparato a sorridere". Se ad undici anni mi avessero offerto una Giratempo, sarei sparita nel giro di 5 secondi netti u.u Non siate poeti, siate adolescenti fluorescenti! xD Jane: vedi discorso in alto. Louise: Eliot in versione rachitica e infantile che non sa parlare il Francese è... è.... gyaaah *__* (sì, me lo sto dicendo da sola xDD) Stringhe rotte (xD): vedi solito discorso... oltrettutto è il dramma per antonomasia: vigilia di Natale, mezzanotte, baby sitter °° Poetessa: vedi su anche tu. Flora: uhm... strana. La trovo strana. Ottimo concetto espresso ma non mi convince la stesura. Appena finisce "La Mummia" la rileggo che adesso sono in modalità Imoteph love love e... x°D Paradise:Se solo avessi avuto il giratempo? Beh, non sarebbe successo assolutamente niente. Secondo me bastava questo. Il resto, per quanto piacevole da leggere, mi sembra un po' inutile. Io amo i vaneggi, ma mi tocca riconoscere la loro inutilità ç_ç xD | | | |
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| 19 replies since 3/5/2009, 09:17 |
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