Harry Potter GDR Revolution ~ Hogwarts


 
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...Dovevo solo aspettare che il silenzio venisse a prendermi...8 [88.89%]
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Contest FF "Quattro mani"
view post Posted on 14/4/2009, 22:34P_QUOTE
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Be Perfect!

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Location: provincia di ravenna


Status: Utente anonimo


Salve ragazzi! Ecco le votazioni per il primo Contest di FF che richiede la stesura di uno scritto da parte di due utenti. Alla fine sono giunte solo due coppie!
Votate, spiegando il motivo del vostro voto (non verrà detto a chi appartengono gli scritti), senza autovoto, e confermando con un post :)

Grazie, e in bocca al lupo a tutti e 4 !



...Dovevo solo aspettare
che il silenzio venisse a prendermi...


Stava camminando per i corridoi, svoltando, alternativamente.
Destra e sinistra.
Teneva tra le mani un piccolo libro, con la costa più alta delle pagine contenute... lo aveva trovato, e ne aveva strappato le prime pagine, inutili al suo scopo.
Sinistra e destra.
Camminava velocemente, facendo salire delle fredde pietre del castello una polvere, quasi invisibile.
Destra e sinistra.
Indugiava, dentro di sè. Ogni passo diventava sempre più pesante, ma nulla lasciava trasparire il suo volto.
Sinistra e destra.
La stessa pesantezza che da lungo tempo gelava il suo cuore. Tempo lungo quanto? Giorni, settimane, ore, mesi. Cuore gelato, sulle cui crepe era possibile leggere una mappa
Destra e sinistra.
una mappa che segna un destino, lo stesso destino descritto a parole, segni e numeri, sulle consunte pagine di quel libriccino.
Sinistra e destra.
Andare incontro al proprio destino, talvolta può essere più facile di ostacolarlo.
Oppure no? Quando il nostro destino non ci piace, dobbiamo resistergli?
Oppure si? Nonostante tutto, dobbiamo seguire le gelide crepe del nostro cuore?
Destra e sinistra.
Si stava agitando, andando così di calma, accellerò il passo... rendendolo allo stesso tempo più pesante.
Sinistra e destra.
Verso l'unica persona a cui non era in grado di mentire

Per una volta, solo sinistra.


<<
Ci sono persone che non meritano di vivere.
Un popolo degno! Ecco quello che stiamo costruendo
E le persone che ci ostacolano... quella feccia!
Questi schifosi!!
Quelle persone non meritano di respirare!
Con la loro esistenza inquinano la terra!
Nessuno, nessuno! Nessuno di loro deve vivere
Devono diventare terra da vermi, schifosa carne morta.
Maghinò. Babbani. MEZZOSANGUE!
No!! Tutti devono morire!
Devono essere trascinati sottoterra! Fatti sparire!
Cibo per gli animali!
Trascinati infondo agli abissi da lui
Albus Silente.
Feccia inutile su questa terra
Deve morire!
Devono morire tutti!
Io lo devo uccidere!
Io LI devo uccidere!!>>


>>
Ti sfugge.
Non riesci a padroneggiare i tuoi sentimenti.
Non sai afferrarli, gestirli.
I viventi vivono e poi...
Poi muoiono, tutti.
E tu sei uno di loro.
E' una legge inarrestabile, che non può essere modificata.
E queste tue stupide e infantili imprecazioni, a cosa portano?
A nulla.
Tu ci credi, nel bene.
Io lo so; è come se fosse più di una certezza.
Anche se credi nel bene solo alla cieca,
come in una pura scommessa,
non vuol dire che devi arrenderti,
adesso.
Guardati.
Cosa vedi?
Un assassino, forse? No.
Quindi, immacola la tua coscienza,
Purosangue ferito.>>


<<
Smettila!
Ciò che dici è...
BLASFEMO!
Io non credo nel bene!
Il bene non esiste!
Quello che sto creando IO è il Bene!
Quello che sta creando Lui è il Bene!
Tu...
Schifoso...
Ti stai fecendo ammaliare dalle parole di Silente!
Non sono una futile vittima!
Io credo fermamente in quello che faccio!
Non senti qui...
...qui dentro.
Cosa c'è, sono forte! Ce la farò!
Cosa credi eh?
Vuoi forse convincermi che sono un debole?
Capace di piegarmi al volere di un...
di un misero essere vecchio e insignificante?
MAI!!>>

>>
Non incombe in modo totale,
non domina unico, il male.
Tu sei l'esatto opposto di ciò che pensi di essere.
Tu sei un uomo.
Non sei come qeull'essere schifoso...
Non sei come LUI.
Tu non sai cosa è il male.
Non puoi parlare, tu, che non conosci la realtà delle cose.
Non puoi farlo tu, che credi in base alle apparenze.
Il male è solo...
E' solo la volontà di distruggere le cose che non possono essere ricongiunte.
E' il desidero ammaliante di annientare.
E tu?
Tu non ne sei capace, Purosangue.
Perchè tu non lo conosci.
E ricorda:
Il male non è mai stato e mai sarà invincibile.>>


<<
Bugiardo... bugiardo...
Non è vero! Non è vero!
Quello che io sto facendo è Bene!
Smettila di tormentarmi!
Mi massacri, mi sminuzzi, mi torturi!
Mi tormenti...
Smettila...
Lo devo fare! E' ciò che è GIUSTO fare!
Osa contraddirmi!
Osa contraddire LUI!
Finirai ammazzato!
Carne da vermi!
Osa, se hai il coraggio!>>

>>
Ma non capisci?
Sei solo un viziato.
E ti dirò di più.
Tu hai paura, di Lui.
Perchè ti ostini a seguirlo?
Ti uccidi, in questo modo.
Lui è morte.
Ti sta tentando. Ti vuole con se, per poi ammazzarti.
Si fa il male solo perchè si vuole sfuggire, dal male.
Non farlo. Pensa a te.
Devi restistere, a questa inebriante tentazione.
Puoi farcela.
Sii l'eroe, per una volta.
E non temere.
Non temere la morte.>>



<<
Coosa? Cooosa?
Devo seguirlo!
Lui non mi vuole uccidere...
Lui crede in me!
Pensa!
Pensa
Se non lo faccio
Se non lo ammazzo...
...allora, vorrà uccidermi
senza pietà
Me, mia madra, mio padre!
Ci ucciderà tutti...>>

>>
Lo farà, comunque.
Lui è spitato.
Non risparmierà nessuno, quando sarà lui, in possesso del Mondo.
Ucciderà anche noi, oltre che voi.
E' questo che vuoi?
Allora vai, avanti.
Cosa aspetti?
Distruggi.
Distruggi tutto!
Massacra, ovunque.
Spargi sangue innocente!
Ammazza te stesso.>>


<<
Mai... non potrò mai farlo!
Uccidermi...
Oddio... cosa dici...
Uccidermi!
Perchè!
Lui non mi vuole morto...
Lui progetta grandi cose per me

uccidermi...>>

>>
E allora, và.
Ma poi...
Poi non venire.
Non dovrai avere rimorsi, quando sarai stato sconfitto.
Quando ti renderai conto che non ne è valsa la pena.
Quando scoprirai di essere solo uno sporco assassino.
Però, ricorda:
Ti basta evitare la soluzione opposta;
è questa, la chiave.
La chiave del tuo destino, Purosangue.
E poi...

Poi girerai
a Destra, sempre.>>



Stava davanti al lavandino, tenendosi ai lati di esso usando entrambe le mani,
la testa quasi bianca, china in avanti.
Anima sciolta, morbida e tangibile come cera all'inferno
Fragile...
Anima bruciante, soffocante, dentro un corpo freddo come la morte.
Gemette, dal dolore.
Non fisico, metale


Uccidermi... mi ucciderà... uccidermi...

La voce di Mirtilla spezzò la sua concentrazione, le nocche quasi bianche.
Giunta da una tazza, rimase dentro un cubicolo.


"No... Dimmi, cosa c'è che non va... io... posso aiutarti"



<<
No! Vattene! Stupida ragazzina!!


Facciamoci aiutare...
...dài
Lei può salvarci
>>



Stava piangendo. Le lacrime scorrevano sul volto pallido e dentro il lavandino sudicio. Singhiozzò, e deglutì; poi, con un gran brivido, guardò lo specchio incrinato e vide Harry Potter che lo fissava al di sopra della sua spalla. Si voltò di scatto ed estrasse la bacchetta. D'istinto Harry fece lo stesso. La sua maledizione lo mancò di pochi centrimetri, mandando in pezzi una lampada sulla parete accanto a Potter.



<<
Massacralo, uccidilo!


No, basta!
Cedi..
...lui ti può DAVVERO aiutare
>>



<< SECTUSEMPRA! >>
Gridò Harry dal pavimento, agitando furiosamente la bacchetta.

Il sangue schizzò dal volto e dal petto come se fosse colpito da spade e lance invisibili, respirando sangue a fiotti.
Niente più aria
.


Quel colpo al petto...
Fu come se il cuore mi fosse scoppiato.
Dolore caldo, e dolce...
tanto agoniato e desiderato
Urlai dentro di me con rabbia.
Perchè doveva metterci tanto?
Inclinai la testa verso l'alto; guardavo il soffitto.
L'aria non mi arrivava più..
sentivo la gola stretta, dura.. come, bloccata
La vista inizava lentamente ad offuscarsi.
Sentivo in bocca e nel naso l'odore del sangue.
Sapeva di ferro e ruggine.
I polmoni farsi solidi, atrofizzarsi, dentro di me, schiacciare il cuore

Si, si...

Non mi rimaneva altro che attendere il buio.
Dovevo solo aspettare che il silenzio venisse a prendermi.
Che mi avvolgesse tra le sue ali fredde, senza pietà.
Il mio corpo aveva cominciato a tremare
Chiusi gli occhi, per facilitare la cosa.


Si, uccidimi

<<ASSASSINIO! ASSASSINIO NEL BAGNO! >>

...





Scritto due


28 Ottobre 1981
Dipartimento degli Auror


“ ‘giorno Jefferson.”
“ Black…”
Lo salutò con un cenno del capo. Sirius, svogliato, si avvicinò alla macchinetta del caffè e premette qualche pulsante.
Ristretto. Amaro.
Sbadigliò sonoramente, mentre sistemava meglio la spilla da Auror appuntata sul petto e la macchinetta iniziava a stridere nel tentativo di produrre un caffè che fosse anche solo vagamente bevibile.
“Allora…uhm…novità su qualche fronte?” chiese, senza guardare il collega.
Jefferson sospirò.
“Sempre meno Auror sono disposti a missioni rischiose, lo sai bene… Moody è a dir poco nervoso.”
“Ah.” commentò Sirius, asciutto, mentre prelevava il caffè e lo portava alle labbra.
“E, senti…” proseguì, dopo appena un sorso “…roba importante questa settimana?”
Cercò con scarso successo di mantenere un tono noncurante.
Una smorfia. Che schifo di caffè.
Jefferson alzò scetticamente un sopracciglio.
“Non ci provare, Black.”
“Senti…” Sirius si avvicinò, dopo aver lasciato cadere nel cestino della spazzatura il bicchiere ancora mezzo pieno. “…è una questione importante, d’accordo?”
L’altro sbuffò.
“No Sirius, non siamo affatto d’accordo… per la miseria, ma le hai viste le pareti? Ognuna di quelle foto mostra uno stramaledetto figlio di puttana che sta facendo a pezzi la gente e che NOI dobbiamo gettare a marcire in qualche cella di Azkaban…lo capisci o no, Black?”
Ascoltò in silenzio, mentre gli occhi grigi esaminavano le fin troppo conosciute fotografie dei cari Mangiamorte.
“Lo so.”
“E allora non mi dire cazzate.”
“Robert…” posò le mani sulla scrivania, fissando il collega negli occhi “…ne ho bisogno.”
Jefferson aveva le sue giuste ragioni, certo. Ma quello che doveva fare lui non era meno importante. E pericoloso.
L’Auror alla scrivania si guardò intorno con un sospiro, titubante, poi riportò gli occhi su Sirius.
“Quanti giorni?”
“Non lo so…”
“Cazzo, Black…”
“Non molti. Vedrai. Parola mia.”
Qualche istante di teso silenzio.
“Va bene.” sospirò infine l’altro. “Ti copro io.”
Sirius si aprì in un affascinante sorriso…se al posto di Jefferson si fosse trovata una donna avrebbe avuto molte meno difficoltà ad ottenere quello che voleva.
“Grazie, Rob…” strizzò l’occhio.
“Sparisci.”
Non se lo fece ripetere due volte.

~



Il cielo era già prossimo all’imbrunire quando Sirius uscì di casa, senza alcun bagaglio che non fosse il suo mantello nero.
Sentiva alla bocca dello stomaco una sensazione che si situava, confusa, a metà tra l’eccitazione e un’ardente paura. Le informazioni che aveva raccolto al Dipartimento erano abbastanza precise per permettergli di dirigersi con buone speranze nel luogo in cui pensava dovesse trovarsi il Covo.
Il Covo dei Mangiamorte, si intende.
Si, l’idea poteva sembrare folle. Forse lo era davvero.
Sirius l’aveva maturata non più di due giorni prima, in qualche istante di completo ozio.
All’interno dell’Ordine c’era una talpa. Una spia, un traditore, insomma.
E quello era chiaro ai più.
Il problema, però, rimaneva sempre lo stesso: chi?
Doveva essere qualcuno molto vicino ai Potter, data la celerità con cui i Mangiamorte apprendevano ogni loro spostamento. Gli indiziati, dunque, non erano molti.
Silente. L’idea l’aveva fatto ridere per una buona decina di minuti.
Lui, Sirius. No, a quanto ricordava non aveva ancora deciso di farsi stampare un teschio sul braccio.
Peter. Anche quest’idea faceva ridere non poco.
Remus. Beh, Remus…
All’inizio si era rifiutato di poterlo credere un traditore. Non poteva farlo, non l’avrebbe mai fatto.
Erano troppo amici, erano fratelli… Come poteva tradirli?
Eppure, pian piano, giorno dopo giorno, la convinzione che il traditore fosse lui si era fatta sempre più concreta nella mente di Sirius. E, si rendeva conto, che se lui era davvero il traditore…Lily e James erano più che mai in pericolo. Troppo vicino a loro. Troppo pericoloso.
A confermare la sua ipotesi, Remus lo fissava con diffidenza, da qualche giorno.
Aveva forse compreso i suoi sospetti?
Traditore o meno, il dubbio non poteva continuare ad attanagliare lui e a minacciare i Potter.
Quindi, la sua mente brillante quanto ingenua aveva elaborato un piano “infallibile”.
Aveva una vaga idea di dove si trovasse il covo.
Sarebbe bastato recarsi lì e fingersi pentito, chiedendo di potersi unire ai Mangiamorte. Da lì avrebbe potuto spiare qualsiasi loro mossa e scoprire, finalmente, chi era il voltafaccia.
Sapeva che non era semplice, sapeva benissimo che Voldemort non era affatto uno stupido e che poteva scoprirlo con facilità, se commetteva il minimo sbaglio.
Ma, si sa, il coraggio dei Grifondoro spesso supera anche il buonsenso…


~


28 Ottobre 1981
Covo dei Mangiamorte

“S-s-s-sì, p-p-p-padrone! Le d-d-dico che i P-potter stanno per c-cambiare c-casa!” farfugliò l'omino rivolgendosi all'Oscuro Signore.
Se si dovesse prendere costui come esempio di qualche comportamento umano questo sarebbe senza alcun dubbio la codardia. Strano pensare al fatto che in quanto Grifondoro sarebbe dovuto essere l'esemplificazione del coraggio.
"La tua informazione è preziosa, Codaliscia" gli rispose l'Oscuro. Il senso del soprannome Codaliscia sfugge ancor oggi a gran parte dell'umanità.
"Mi perdoni, mio Signore" si intromise Lucius "Ma come possiamo essere certi che non menta? Potrebbe essere un modo per trarci in un'imboscata".
Intelligente Malfoy, allora non aveva perso quel minimo di cervello che aveva con la nascita del pargoletto.
"Dubiti del mio giudizio, Lucius?" il Signore Oscuro era calmo, eppure le sue parole ebbero il potere di incutere terrore a ciascuno dei Mangiamorte lì presenti. Pura essenza di malvagità, ecco chi era. Probabilmente lo pensò anche l'omino dato che cominciò a battere sonoramente i denti per la paura.
“No, mio Signore, certo che no!” rispose Lucius. Avrebbe voluto sembrare tranquillo, ma la sua voce si incrinò alla fine della frase, tradendo l'angoscia che sicuramente gli stava scorrendo lungo la spina dorsale.
“Ottima risposta. Dunque, Codaliscia, stavi per dirci dove si trasferiranno la Mezzosangue e il Traditore” il tono non era persuasivo, non era convincente, era imperativo.
“Io a-ancora n-n-non lo so, m-mio s-signore”. Sentendo le parole dell'omuncolo la più grande delle sorelle Black sbuffò, com'era possibile che uno che faceva una soffiata non sapesse dare la notizia più importante?
“Qualche problema, Bellatrix?” la donna sobbalzò nel sentire il suo nome, non avrebbe mai dovuto tradire i propri pensieri.
“Assolutamente no, mio Signore” rispose, cercando di mettere quanta più adulazione poteva nelle sue parole. Forse riuscì a convincerlo, perché il mago si girò nuovamente verso l'omuncolo.
“Facci avere tue notizie, Codaliscia, al più presto. Ora vai” di nuovo il tono usato non ammise repliche.
“C-c-certo! B-beh, a-a-arrivederci!” balbettò la spia, cercò persino di fare il simpatico agitando quella sua mano da topo.
Bellatrix lo salutò con una smorfia di disprezzo.


~



Eccola, finalmente.
Sirius si fermò, dopo quasi due ore di cammino. Ricordava vagamente dove fosse situata, ma per ritrovarla gli era occorso più tempo di quanto lui stesso aveva immaginato. La dimora estiva dei Black si stagliava a poche centinaia di metri, imponente e lugubre.
Quanto tempo aveva trascorso fra quelle mura, quante vacanze, quante corse con suo fratello Regulus… E ora era il covo dei Mangiamorte.
Non riuscì a trattenere una smorfia di puro disgusto.
Beh, d'accordo, quella casa non era mai stata propriamente piena di bontà, ma almeno un tempo non era piena di stupida gente incappucciata con la mania per i tatuaggi sull'avambraccio sinistro.
O almeno... forse tutta quella gente passava già a fare visita ai suoi "cari" genitori, ma lui non vi prestava la minima attenzione.
Il giovane Auror tirò un sospiro profondo, l'avventura stava per avere inizio. Si avviò lentamente verso la grande casa, percependo distintamente l'aura di magia oscura che le faceva da scudo.
Avanzava a fatica, aprendosi un varco tra la sterpaglia incurata con la bacchetta. Oh, il Diffindo.
Santo incantesimo.
Qualcosa sibilò alla sua destra, ma Sirius non si fermò. Solo un mormorio disgustato, tra un passo e un altro "schifose serpi..."
Si fermò, finalmente, davanti alla porta d’ebano, imponente come il resto della casa. Il legno dell’uscio era decorato, se così si poteva dire, con lo stemma dell'antica famiglia, della sua antica famiglia. Non fu necessario bussare, l'uscio si aprì davanti alla sua persona senza alcun rumore.
Si umettò le labbra con la punta della lingua, cercando di restare quanto più tranquillo possibile.
Rilassò qualche istante i muscoli del collo, poi fece un passo avanti, facendo il suo ingresso nella magione dei Black.
Non ci volle molto, come previsto.
Due sonori schiocchi.
Un istante dopo due figure incappucciate gli puntavano la bacchetta alla gola.


~



Chissà cosa era andato a fare quel... cane… in un luogo di alto valore come quello.
Non era il suo posto, non si addiceva affatto a un nobile Grifondoro com'era lui.
"Buonasera, ragazzi" disse, esibendo un sorrisetto obliquo.
Credeva di essere simpatico? Credeva di essere coraggioso? Forse era davvero così stupido come sembrava.
"Cosa sei venuto a fare, feccia?" rispose seccamente l'uomo di destra, mettendo in mostra fin da subito il disprezzo che provava per un traditore del proprio sangue.
"Vorrei parlare col boss, se possibile. Sapete, mi sono un po' stufato di essere la feccia che cerca di fare l'eroe!" rispose, mettendo ancora in mostra quella che probabilmente voleva essere spavalderia, ma che in realtà lo rendeva soltanto ridicolo agli occhi dei due.
"Ti credi spiritoso, o nobile Grifondoro? Inizia a portare rispetto per l'Oscuro Signore se non vuoi che la tua vita da rinnegato finisca...troppo presto." sibilò l'uomo di sinistra. Non avrebbe pronunciato il suo nome, non era degno del sangue che gli scorreva nelle vene.


~



Se c'era una cosa che detestava al mondo - oltre a Mezzosangue, babbani e traditori, si intende -quella era la confusione.
La giovane Bellatrix Black avrebbe potuto uccidere il folle che avesse avuto l'ardire di disturbarla durante il suo riposo pomeridiano, su questo non vi era alcun dubbio, e la cosa era ben nota a tutti i Mangiamorte. Ma allora chi era lo stolto che si azzardava ad urlare in tal modo?
Scese le scale di corsa, mantenendo comunque l'eleganza che contraddistingueva ogni Black, fino a giungere alla sala d'ingresso.
Incredibile, fra tutte le disgrazie che la potevano colpire quella era la peggiore.
“Ma chi abbiamo qui? Il caro cuginetto!” esclamò con pungente ironia, insistendo particolarmente sull'aggettivo.
Sul volto della ragazza si dipinse un'espressione di puro disgusto.
Fra tutta la feccia esistente al mondo lui era senza dubbio il peggiore, aveva tradito quel sangue che scorreva anche nelle sue vene.
Qualche passo e Bellatrix fu accanto al giovane, che venne colpito da un'altra occhiata sprezzante.
Feccia. Traditore. Disonore della famiglia. Sirius.
Con un gesto rapido la ragazza prese una ciocca dei capelli del cugino, tirandoli più che poteva.
“Cosa sei venuto a fare qui?” gli sibilò all'orecchio “Non sei gradito.”
“Dice che vuole parlare con l'Oscuro, signora” disse uno dei due uomini incappucciati, guadagnandosi per un istante l'attenzione della giovane Black.
“E cosa vorresti da lui?” di nuovo i ricci di Sirius vennero tirati dalle mani di Bellatrix.
Inutile, non riusciva a fare a meno di detestare quell'uomo.
Non riusciva a capacitarsi dell'oscenità che il cugino, se così poteva ancora definirlo, aveva fatto.
Si era venduto.
Aveva buttato il suo sangue, il suo retaggio, il suo potere.
E per cosa? Per l'amicizia?
Una smorfia apparve istantaneamente sul volto di Bellatrix, mentre la mano stringeva sempre di più la presa sui ricci.
Amicizia. Valore da Grifondoro.
Valore da chi ha bisogno degli altri, valore da deboli.
Valore da codardi.
Valore da omuncoli come quel Codaliscia.
“Rispondi!” intimò al ragazzo, mentre un ghigno diabolico le si dipinse sulle labbra.
C'era un modo per farlo rispondere, eccome se c'era.
Bastava volerlo.


~



Sirius restò a lungo a guardare silenziosamente la cugina, ascoltandola parlare e stuzzicarlo con le sue paroline così dannatamente sottili e malvagie.
"Cugina..." proferì infine, con voce sicura, mentre piegava il capo verso destra, seguendo i movimenti della mano di Bellatrix, saldamente ancorata ai suoi capelli. "...quanto tempo!"
Un sorrisetto.
I due uomini, intanto, spostavano febbrilmente lo sguardo tra i due, chiaramente indecisi sul da farsi.
La donna era sul punto di fare uno scalpo al caro parente, forse voleva fargli pagare il prezzo del tradimento. Dovevano aiutarla? Dovevano fermarla?
"Oh sì, parecchio tempo caro cugino! Non vedevo l'ora di rivederti!" rispose Bellatrix. Il suo tono era innegabilmente ironico, l'acidità che tanto la contraddistingueva sgorgava da ogni sua parola.
“Altrettanto! Quanto mi è mancato questo tuo faccino tanto tenero..." il sorriso furbo non accennava a sparire dal viso, nonostante il dolore non trascurabile che lei gli stava provocando.
"S-scusi, signora..." provò a dire l'uomo alla sinistra di Sirius.
"Che vuoi?" rispose la ragazza, voltandosi di scatto verso la persona che aveva parlato, ma con la mano ancora intenta a stritolare la capigliatura del cugino.
"L-lui ha detto che v-vorrebbe.... v-vorrebbe p-parlare c-con... c-con l'Oscuro!" balbettò quello a fatica. Inutile negarlo, Bellatrix incuteva davvero paura, d'altronde era una delle Mangiamorte più promettenti.
“Precisamente!" intervenne Sirius, indicando il Mangiamorte che aveva appena terminato di parlare. "Il tuo amichetto incappucciato ha detto una cosa sensata, cugina...Devo parlare con il capo! Non so se hai presente...quello pallido... con un naso che nemmeno si vede...non so se lo hai bene in mente!"
I due mangiamorte videro chiaramente una smorfia di disprezzo apparire sul volto della Black.
"Impudente!" gridò, lo scalpo sempre più vicino "Cosa sei venuto a fare? Cosa vuoi?!"
Era palese che la donna non volesse il cugino fra i piedi, anche lei riteneva che quello non fosse decisamente il suo posto.
"Come ho già detto, ma come al tuo solito non mi hai ascoltato…" il ragazzo esibì un mezzo ghigno, in profondità doveva avere ancora qualche mezzo gene Serpeverde "…voglio parlare con il tuo superiore, Bellatrix. Voglio passare dalla sua, dalla vostra, parte"
Per qualche istante calò il silenzio. I due Mangiamorte si scambiarono un'occhiata a dir poco stravolta, la donna trafisse Sirius con un'occhiata fulminante. Lui, di rimando, non disse una parola, ma si limitò a guardarla con occhi decisi.
"Tu...cosa?" le parole di Bellatrix furono appena un lieve sibilare, a denti stretti, il volto a pochi millimetri da quello del cugino.
"Hai capito bene, Bella." i due Mangiamorte furono scossi da un lieve tremore. Quell'uomo, quel traditore, osava chiamare Bellatrix con il soprannome che usava soltanto la sorella? Per di più lo faceva mostrando un enorme ghigno. Sfrontato, o forse pazzo.
"Tu...! Tu cosa vorresti fare?!" la Black stava ormai gridando, gli occhi lanciavano lampi d'ira.
"Tesoro, ti prego, non costringermi a ripetere,su..." con delicatezza posò la sua mano su quella della cugina, che ancora tirava con forza i capelli scuri.
Difficile dire se l'ira negli occhi della donna fosse maggiore del terrore in quelli dei Mangiamorte che la fissavano.
Uno dei due deglutì, quindi azzardò qualche parolina balbettante:
"S-s-signora... f-forse p-potrebbe essere... essere u-utile. In f-f-fondo è u-un B-b-black!"
Lo sguardo di Bellatrix si spostò dal volto relativamente rilassato del cugino a quello impaurito dei due uomini.
"Lui. Non. E'. Più. Un. Black. Ha scelto da che parte stare"
"Cara..." la voce di Sirius la interruppe ancora. "...solo perché la mia foto sull'albero genealogico è stata...come dire... così docilmente sottratta alla vista... non vuol dire che io non abbia il tuo sangue... è sangue puro, cugina."
Con delicatezza non certo usuale tentò di togliersi dai capelli la mano di Bellatrix.
Tentativo alquanto inutile, dato che la Black stringeva la presa sempre di più.
"E' macchiato dal tuo tradimento, è macchiato dalle tue... amicizie." una smorfia di disprezzo "Non farmi credere che hai capito di colpo che cosa è giusto e che cosa non lo è"
Lo sguardo dei due Mangiamorte si alternava nuovamente fra la Black e... il Black. La ragazza aveva ragione su tutti i fronti, quell'uomo era feccia, ma era feccia con il sangue puro.
Sirius sbuffò, prima di riassumere il suo perfetto volto da affascinante menefreghista.
"Di colpo, o con il tempo...che importa, Bella?"
Avvicinò la bocca all'orecchio di lei, per quanto la cugina gli permetteva. "Non vorrai mica farmi credere che al boss non interessino informazioni preziose...sull'Ordine della Fenice?" le ultime parole erano appena un sussurro.
I due uomini lo avevano sentito a fatica, ma il senso era subito apparso chiaro ad entrambi.
Informazioni, proprio quello che serviva alla loro causa, le forze di sicuro non mancavano.
"D'accordo, ti porterò dall'Oscuro, avrà lui il piacere di farti fuori" disse Bellatrix, non cercando neppure di nascondere un ghigno alquanto sadico "Lasciatelo, me ne occupo io!"
Non ebbero nessuna difficoltà ad accettare di buon grado che fosse lei a portarlo via. Chinarono lievemente il capo in un abbozzo di inchino, poi, con perfetto sincronismo, si Smaterializzarono.


~



I corridoi erano vuoti e ancora più bui di quanto ricordasse. Nell’aria aleggiava un forte odore di muffa e di umido, probabilmente dovuto agli anni in cui quella casa era rimasta completamente chiusa. E pensare che una volta era uno dei luoghi più allegri di proprietà Black… Sirius camminava a passo lento, forse un po’ troppo, mentre la cugina lo spingeva avanti con la bacchetta puntata sulla sua schiena. L’unico rumore che risuonava tra le pareti fredde era il regolare battito dei tacchi di Bellatrix sul pavimento in pietra.


~



Stavano facendo apposta il giro più lungo per giungere dall'Oscuro, dall'entrata sarebbe bastato passare per un passaggio segreto. Ma perchè rendere tutto più veloce al caro cuginetto? Anche la velocità non era scelta a caso: sapeva che Sirius odiava camminare lentamente, era più tipo da vento nei capelli, la velocità lo inebriava. Quindi stavano camminando ad una lentezza esasperante. Non era per nulla convinta che il ragazzo davanti a lei si fosse redento, anzi, era abbastanza certa del contrario. Probabilmente era in cerca di qualche informazione sui Mangiamorte, era davvero convinto di poter scoprire qualcosa? Stolto. Illuso. Sirius. Era già tanto che fosse riuscito a trovare la casa in cui si ritrovavano, probabilmente l'Oscuro aveva abbassato per un momento le difese, probabilmente non a caso, probabilmente per trarlo in un inganno. Un ghigno apparve sulle belle labbra di Bella, erano giunti dinanzi alla camera in cui riposava il suo Signore.


~



Per quanto gli costasse ammetterlo, la paura l’aveva raggiunto con molta più intensità di quanto aveva previsto. Era stato semplice fare lo spavaldo con la cara cuginetta, ma adesso…
Si rendeva conto che non era un gioco, che stava realmente rischiando tutto.
Lui non era certo uno sprovveduto, in fondo. Certo, poteva anche essere pallido come un fantasma e avere degli occhi decisamente non invidiabili, ma… era pur sempre un mago molto più abile di chiunque altro si fosse trovato di fronte.
Si fermò, con Bellatrix, davanti la porta di quello che ricordava come il soggiorno.
Sentiva la bacchetta di lei premere con forza sulla schiena e quel contatto, dapprima quasi insignificante, adesso era avvertito come una minaccia consistente.
Lui era disarmato e solo.
Loro erano tanti e pronti ad ucciderlo ad ogni passo.
*Ma io sono Sirius Black e loro un branco di perdenti…* si costrinse a pensare.
“Pronto, cuginetto?” un risolino divertito della donna.
Sirius, questa volta, non riuscì a rispondere al suo ghigno.
Un attimo dopo la porta si aprì con delicatezza, senza che venisse sfiorata. Un grosso serpente sibilante uscì dalla stanza, passando proprio sopra i piedi del ragazzo.
La mano di Bellatrix lo spinse dentro, senza spostare la bacchetta dalla sua schiena.
Il soggiorno era molto diverso da come lo ricordava, ovviamente.
Una volta era probabilmente uno dei salottini più lussuosi di tutta l’Inghilterra, con quei divani in pelle nera e quei sontuosi tappeti persiani che ricoprivano il pavimento.
Adesso era ridotto ad una stanza quasi del tutto vuota e piena di polvere. Il camino, sulla destra, era spento, così come lo sfarzoso lampadario.
Solo una poltrona, davanti a lui. Nera, naturalmente.
Sapeva che c’era lui, su quella poltrona, nonostante fosse girata di spalle. In qualche modo lo avvertiva, la sua presenza era quasi palpabile.
Una risatina bassa e crudele giunse alle sue orecchie, raggelandolo.
“Portalo qui, Bella…” la voce era un sussurro.
Bellatrix senza esitare lo spinse avanti, conducendolo sin davanti la poltrona.
Evidentemente il capo non aveva la minima intenzione di spostarsi anche solo per guardarlo di sfuggita.
Sirius restò in silenzio mentre scrutava il volto da serpente dell’uomo che si trovava di fronte, i lineamenti affilati, i leggendari occhi di fuoco.
Sentiva il cuore battere rapidamente nel petto, le mani che iniziavano a sudare.
L’altro lo fissava, le labbra sottili aperte in un sorriso di superiorità.
Sentì la cugina sibilare, al suo fianco.
“Inchinati, verme.”
Per un attimo l’idea di non obbedire lo sfiorò, poi si rese conto che non sarebbe stata una cosa molto intelligente da fare.
A malincuore piegò un po’ le ginocchia, accennando un inchino.
Gli occhi grigi, però, non si staccarono mai dal viso del serpente.
“Allora… Black…” iniziò quello, con l’aria rilassata di chi parlava dell’ultima partita di Quidditch di campionato.
“… i miei amici… mi hanno avvisato delle tue nobili intenzioni…”
Sentì Bellatrix ridacchiare, alla sua destra.
Sirius attese di essere sicuro che Voldemort non volesse aggiungere altro, prima di parlare:
“Io…già…”
*Che cazzo di risposta, Black…* si maledì mentalmente.
L’Oscuro si esibì in un’espressione di profondo scetticismo. Se avesse avuto delle sopracciglia sarebbero sicuramente state sollevate. Non perse tempo con frasi di pura formalità.
Nel giro di un secondo puntava la bacchetta contro Sirius, il volto serio e deciso.
“Verifichiamo subito, se non ti dispiace….LEGILIMENS!”
In pochi secondi perse contatto con la realtà. Ebbe appena il tempo di mettere in pratica quelle scarne lezioni di Occlumanzia impartitegli dagli Auror, prima di sprofondare.
Non che potesse nascondere molto ad un Legilimante così abile.
Solo cose apparentemente innocue.
Per il resto, non vi avrebbe trovato granché.
Una delle poche precauzioni che aveva preso era proprio quella, in realtà.
Aveva previsto che Voldemort gli avrebbe controllato la mente. Era normale, ovvio, scontato.
Ma, per fortuna, i suoi pensieri più preziosi riposavano al sicuro in una bottiglia di birra vuota, nel fresco del suo frigorifero. Ah, quanto era stato soddisfatto della sua idea.
Per rendere il tutto ancora più credibile, era riuscito ad istallarsi in testa un ricordo fasullo di un furioso litigio con James. Tuttavia nella finzione lui era completamente ubriaco, ragion per cui i ricordi risultavano molto vaghi e imprecisi.
Era tutto perfetto…no?


~



"Ottimo, Black, ottimo..." sibilò l'Oscuro, abbassando la bacchetta. Le parole erano state pronunciate con calma, nulla faceva pensare che stesse mentendo.
Eppure... non era possibile che suo cugino non stesse fingendo. Dannazione, era così ovvio.
Bellatrix non poteva credere che il suo Signore si fosse ingannato sul conto di quella feccia, non era semplicemente possibile, lui era il più grande mago di tutti i tempi!
“Avery, porta fuori il nostro ospite. Devo parlare da solo con Bellatrix” aggiunse poi, sempre con lo stesso tono calmo e piatto.
Eccolo il momento della verità, sicuramente il suo Signore le avrebbe detto che aveva capito l'inganno di quell'essere, magari le avrebbe chiesto di congedarlo. Si sa, l'Oscuro non si sporca le mani con del letame umano. E lei avrebbe obbedito, oh sì, avrebbe rispettato gli ordini del suo Signore, ma prima si sarebbe divertita un po'.
“Ciao ciao, cuginetto!” salutò con una punta di ironia, mostrando al ragazzo il migliore fra i suoi ghigni. (In fondo un sorriso non si nega a nessuno, nemmeno alla feccia.)
“Mio Signore, posso chiedere di occuparmi personalmente di quel traditore?” chiese, non appena il soggetto del discorso fu portato fuori dal locale.
“Con calma, Bellatrix, con calma...” rispose il grande mago, accarezzando quasi dolcemente Nagini, che nel frattempo era rientrata nella stanza.
“Mio Signore?” era dubbiosa, non capiva dove volesse andare a parare l'Oscuro. Non poteva realmente credere alla cazzata che si era inventato quel sudicio traditore del suo sangue!
“Prima cerca di capire per quale ragione è venuto qui, poi potrai fare di lui tutto quello che vuoi...” rispose lui calmo, facendo una smorfia che sicuramente era un tentativo di sorriso. Ovvio, cos'altro poteva essere?
Ma Bella non capiva, era così palese la motivazione di Sirius!
“Io... Io credo che stia cercando informazioni da passare all'Ordine” rispose, convinta delle sue parole. Il cugino non poteva avere altri scopi per tornare in quello che sarebbe dovuto essere il suo mondo, ma che stupidamente aveva rifiutato... per cosa poi? Per degli amici? Per delle persone che ti tradiscono più dei nemici? Era stato sciocco, Sirius, e ora doveva pagarne le conseguenze.
“Non penso... L'Ordine ha già la sua spia, anche se ancora non ho capito chi è quell'idiota. Non credo che quella feccia sia qui per questo, ho visto confusione nella sua testa, ma anche paura ed apprensione...” alle parole dell'Oscuro un sopracciglio di Bellatrix scattò in aria.
“Paura ed apprensione?” era scettica, decisamente scettica. Ma in fondo non si doveva sorprendere troppo: paura ed apprensione erano sentimenti da perdenti e non si potesse dire che Sirius non lo fosse.
“Esatto. É stato abile a modificarsi la memoria, ma a Lord Voldemort non si può nascondere nulla.” sibilò, tremendamente orgoglioso di sé. E come poteva non esserlo? Lui, il più grande mago oscuro di tutti i tempi?
“Non si dovrebbe nemmeno pensarlo!” rispose Bellatrix, usando il tono più adulatore che era in grado di sfoderare.
“Vorrei che te ne occupassi tu... io devo mettere bene a punto i piani per domani” una nuova smorfia, questa volta era palesemente un ghigno.
“Ma certo, mio Signore, me ne occupo subito.” l'inchino di Bella era profondo, segno della profonda stima e rispetto che nutriva per l'uomo dinanzi a sé.
Avrebbe scoperto cosa aveva in mente suo cugino, con ogni mezzo.


~



Uscì nel corridoio con in testa solamente di distruggere il ragazzo, disarmare ogni sua certezza, imprimergli nella mente un qualche ricordo che lo avrebbe perseguitato a vita.
Se lo meritava, era uno sporco traditore del suo sangue.
"Andiamo, feccia".
Inutile cercare di trovare una nota di cordialità nelle parole di Bellatrix Black, il tono da lei usato trasudava acidità. Non che la futura signora Lestrange si sforzasse di essere gentile col cugino, no di certo, le buone maniere non le riservava ad un rifiuto umano come Sirius.
Un ghigno di superiorità era dipinto sulle labbra della ragazza, nulla avrebbe potuto farlo scomparire, anzi.
La gioia di vedere il cugino umiliato la rendeva orgogliosa di sè e della sua causa, niente avrebbe potuto fermarla in quel momento.
"Allora, cuginetto, cosa mi racconti di bello?" ironia, pungente ironia. Si stava divertendo, Bella.
"Niente di che, tesoro, sono sicuro che te hai molto di più da dire! Come va col pelatone?" fu la risposta, sfrontata e sfacciata, del ragazzo.
La bacchetta della donna di conficcò nella schiena del rinnegato, quanto le sarebbe piaciuto lanciare una maledizione in quel momento! Semplice e veloce, una feccia di meno al mondo.
Ma no, prima doveva rispettare gli ordini del suo Signore, poi avrebbe potuto divertirsi un po'.
Percorsero i corridoi con una lentezza disarmante, l'arma della donna sempre puntata alle spalle di Sirius. Percepiva l'agitazione del cugino, sicuramente la poca velocità lo rendeva ancora meno a suo agio... Ricordava quando erano bambini, passava il suo tempo a correre, non stava un minuto fermo. E la zia Walburga lo diceva sempre, era nato per sentire il vento fra i capelli.
Quindi camminavano lentamente.
Dopo parecchi minuti di snervante silenzio, corridoi bui e quadri che disapprovavano il comportamento del giovane Black, i due giunsero nel cortile esterno della grande magione dei Black. Davanti a loro una grande distesa di grano, qua e là qualche papavero, in lontananza un piccolo paesino. Un piccolo borgo magico, ovviamente, la sempre pura famiglia Black non avrebbe mai accettato di passare le proprie estati vicino a dei sudici babbani.
Bellatrix costrinse Sirius ad avventurarsi fra le spighe, non sapeva nemmeno bene perchè, ma rendeva il tutto un po' più teatrale. Più nobile, insomma. La ragazza si fermò di colpo, non molto distante dal paesino.
"Dunque, cuginetto... In ginocchio!" ordinò.
Sicuramente non era necessario, il ragazzo era disarmato dopo tutto, ma la giovane donna non avrebbe perso una sola opportunità per umiliare quel sudicio traditore.
L’altro, tuttavia, si voltò lentamente e restò a fissarla con un sopracciglio sollevato. E con il chiaro sguardo di chi non ha intenzione di obbedire. Questo, se possibile, la spronò ancora di più.
Uno scatto della bacchetta, e le ginocchia di Sirius cozzarono violentemente sul terreno, senza che il ragazzo potesse opporre alcuna resistenza. Non emise un gemito, tuttavia. Ah, il sangue Black…
"Ora vediamo cosa sei venuto a fare... mi spiace per te, ma non credo alla cazzata del figliol prodigo. LEGILIMENS!" Bella fu così rapida che Sirius non ebbe il tempo di risponderle né, tanto meno, di cercare di opporre resistenza. Probabilmente non ci sarebbe neanche riuscito dopo il colloquio col Signore Oscuro: il più grande mago di tutti i tempi distruggeva ogni difesa.
"Oh-oh... Abbiamo dei ricordi fasulli! Tenti di difenderti!" un ghigno, non solo di superiorità, ma anche di disprezzo.
"No... Sono... Sono veri!" tentò di difendersi Sirius. Inutile, patetico, come se potesse realmente riuscirci.
"Sono veri eh? Vediamo se resistono, allora..."
Ghigno. Decisione. Volontà.
Bastava solo quella. E lei ne aveva, oh sì che ne aveva. Suo cugino si sarebbe pentito di essere passato dalla parte della feccia.
"CRUCIO!"
Vedendo la sottile striscia rossa partire dall'arma della ragazza qualcuno avrebbe potuto dire che fosse sadica, malvagia. Ma non era così, lei stava soltanto facendo la cosa giusta, stava vendicando l'onore della sua famiglia, quello stesso onore che la feccia che aveva davanti aveva macchiato.
Un enorme senso di potere la invase nel momento in cui vide il ragazzo crollare a terra, distrutto. Nulla avrebbe potuto fermarla.
"E ora vediamo se i tuoi ricordi erano veri, cuginetto. LEGILIMENS!" questa volta non incontrò resistenze di alcun tipo, ma ebbe la strada spianata verso l'inconscio del parente.
C'era confusione, come le aveva detto il suo Signore, e sospetto. Non si sorprese molto del sentimento che lo pervadeva, quanto della persona verso cui era rivolto... si aspettava tutti, ma non il lupetto.
Povero, piccolo Sirius, non aveva capito nulla.
Non era decisamente lui la spia, era troppo poco vigliacco per esserlo. Stranamente non diffidava affatto dell'omuncolo, vera ragione di tutti i guai dei suoi carissimi amici.
"Aaaah, cuginetto carissimo... Sai che non mi puoi mentire, non ci sei mai riuscito. Mi piacerebbe tantissimo intrattenermi qui con te, ma mi aspetta una riunione con i lupi mannari... vogliono sempre fare di testa loro, non ti puoi fidare!".
Non aveva saputo resistere all'opportunità di metterlo ulteriormente contro all'amico, si meritava qualche disputa.
Un'ultima occhiata al ragazzo, ancora disteso a terra, provato dalla tortura che gli aveva inflitto non molti minuti prima. Istintivamente ghignò, si meritava molto più di una piccola Cruciatus, decisamente molto di più.
Fece qualche passo in direzione della casa e gettò a terra la bacchetta del ragazzo, gli sarebbe servita per duellare con il suo amichetto. Chissà, forse sarebbe rimasto ucciso nello scontro, o forse avrebbe fatto fuori il lupo mannaro. Forse... ma sicuramente ci sarebbe stato da divertirsi, perché perdere un'occasione del genere?
Bellatrix era soddisfatta, di sé e del proprio lavoro, non aveva nulla da rimpiangere.
Mezzo giro su se stessa, e non c'era più.


~



Dovettero passare diversi secondi prima che le sue membra smettessero di muoversi convulsamente.
Non era la prima volta che veniva colpito da una maledizione Cruciatus, ma doveva ammettere che l’incanto della cugina era di gran lunga superiore a qualsiasi altro l’avesse mai raggiunto.
Prese un respiro profondo e si mise seduto. Se n’era andata… così, semplicemente, senza ucciderlo.
Perché? Non c’era una motivazione logica…
Stizzito, colpì le spighe alla sua destra con il dorso della mano.
Difficile dire cosa gli facesse più male, in quel momento, se la rabbia per essere stato così umilmente sconfitto dall’odiata cugina, o l’atroce consapevolezza dell’identità del traditore.
Remus. Proprio lui.
Il sospetto più concreto nella sua mente, ma che più lo spaventava.
Era lui.
L’amico che avevano accolto nel gruppo con entusiasmo, quello che tentava di passare le risposte dei compiti persino sotto gli occhi vigili della McGrannit.
Il compagno a cui erano stati vicini, ogni mese, sotto i raggi della luna piena…
Si alzò in piedi, passandosi una mano tra i capelli corvini.
Era inutile fare il sentimentalista, adesso.
Bellatrix, per qualche motivo stupido o comunque sconosciuto, l’aveva lasciato andare.
Con tutte le informazioni di cui necessitava, per giunta.
Si incamminò tra i campi silenziosi, disturbati solo dal ronzio di qualche insetto che volava qua e là.
L’avrebbe tenuto d’occhio, non gli avrebbe lasciato tregua, anche a costo di pedinarlo notte e giorno.
Senza il traditore, Lily e James sarebbero stati salvi…


~



Povero ingenuo... se fosse stato meno avventato e istintivo forse si sarebbe reso conto che la cugina si stava solo prendendo gioco di lui... forse avrebbe capito che non era affatto Remus, il traditore.
Ma, come presto avrebbe imparato, gli errori si pagano. Sempre.
Poco distante, in una piccola casa dall'aria semplice, un uomo intagliava con cura un lato della grossa zucca destinata a diventare una lanterna, sotto gli occhi entusiasti del figlio.
Jack-o'-lantern stava per arrivare.


 
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view post Posted on 14/4/2009, 22:42P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 12/11/2009, 20:30


Per ovvie ragioni, voto nullo XD
 
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view post Posted on 14/4/2009, 22:45P_QUOTE
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CITAZIONE (foxfeina @ 14/4/2009, 23:42)
Per ovvie ragioni, voto nullo XD

Esattamente. Però mi complimento con le altre partecipanti!
 
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view post Posted on 15/4/2009, 07:21P_QUOTE
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Sono tutte e due magnifiche, ma "Dovevo solo aspettare che il silenzio venisse a prendermi" mi ha colpita davvero, indi per cui voto quella ^_^
 
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view post Posted on 15/4/2009, 14:21P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/11/2009, 16:31


Ho votato la 1^ FF **

CITAZIONE
Sorry ^^

L'ho votata perchè mi sembra strutturata meglio dela seconda, anche se devo dire che si sono contese il mio voto. Quello che mi ha fatto scegliere è stato comunque il filo della FF.

Edited by ~ Omicide S e a s o n; - 15/4/2009, 21:42
 
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If I could dream at all, it would be about you.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 22:55


Anche io voto nullo, ovviamente.
Bellissima anche l'altra FF, comunque. *.*
 
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view post Posted on 15/4/2009, 14:38P_QUOTE
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Bèh....Non ho avuto nessun dubbio,anche non sapendo chi le ha scritte,si riconosce lo stile,anche se,non sono riuscito a capire di chi è la prima e di chi la seconda >.< XP comunque,quella che mi ha colpito di + è "Dovevo solo aspettare che il silenzio venisse a prendermi". Non sono esperto in questo campo-anzi non sono esperto in niente >.<- quindi vado a gusto personale.L'altra FF non mi è piaciuto com'è stata scritta,con questo non voglio dire che non sappiate scrivere,non mi permetterei mai,anche perchè,sono il primo a non saper scrivere XP...Bèh,se qualcuno non l'ha capito-cosa mooolto probabile-ho votato la prima. Ma complimenti anche alle altre.

 
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view post Posted on 15/4/2009, 14:49P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 11:10


la prima. sono entrambe bellissime, ma dovendo scegliere ho optato per la prima. complimenti a chi ha partecipato!
 
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view post Posted on 15/4/2009, 15:44P_QUOTE
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goccia azzurra

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 15:55


Sono quì da un'ora... Avete scritto tantissimo e benissimo.. Ho votato lo Scritto Due.
Nel primo scritto è molto chiaro il combattimento tra le due pari di Draco. Sinceramente non mi è stato molto chiaro il passaggio iniziale e quello finale. Decidere di inserire alcuni punti della Rowling è stata un bella idea.
Si capisce che è scritta a più mani. E' un testo quasi sbocconcellato.

Il secondo scritto invece non è molto particolare. Segue la storia e lo stile della Rowling. I dettagli ci sono ma non ci sono descrizioni noiose.
Lo stile è uniforme. Sembra che non ci siano due teste dietro a questo lavoro ma una sola.
L'ho trovato più completo.

Complimenti a tutte e quattro. Mi sono meravigliata della scelta quasi obbligata che avete fatto...
{A me e a Louise ci erano venute in mente un sacco di accoppiamenti [tra cui Bellatrix Sirius (che avvremmo scelto xD)]}
 
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view post Posted on 15/4/2009, 17:50P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 12/11/2009, 20:30


Ragazzi, prego chi non l'avesse fatto a SPIEGARE la motivazione del proprio voto, come sempre -.-

Nello specifico ~ Omicide S e a s o n; e Alice lovegood
 
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view post Posted on 15/4/2009, 20:32P_QUOTE
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Jojo, perchè pensi che la seconda Fan Fiction sia scritta male? Mia pura, semplice curiosità :)
 
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view post Posted on 15/4/2009, 20:38P_QUOTE
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Non mi sono spiegato bene,scusate,faccio le mie scuse alle concorrenti...Capita spesso che non mi spieghi :zizi:
Non intendo dire che sia scritta male,io non so scrivere le FF quindi non giudicherei mai le vostre,volevo solo dire che non mi è piaciuta,tutto qui.Scusate ancora se prima non mi sono spiegato :zizi:
 
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view post Posted on 15/4/2009, 20:43P_QUOTE
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Forse sarebbe più opportuno indicare COSA non ti è piaciuto, no?
Insomma, la trama, la caratterizzazione dei personaggi, il metodo di scrittura...cosa?
Scusa l'insistenza, ma credo sia quantomeno rispettoso :)

Mi direte, ora, se apprezzi così tanto la seconda perchè hai votato la prima? Semplicemente perchè la prima ha qualcosa, di piccolo, che mi ha fatto ricordare un qualcosa che ho passato anch'io (:
 
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view post Posted on 15/4/2009, 20:45P_QUOTE
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Come ti ho già detto su msn,ma tu pretendi che lo scriva anche qui,non mi è piaciuto lo stile,cioè il metodo di scrittura.Qualche altra domanda caVa? -.-"
 
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view post Posted on 15/4/2009, 20:46P_QUOTE
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La prima, perchè è risaputo che io sono una fiera sostenitrice delle fiction criptiche maggiormente dedicate all'analisi psicologica dei protagonisti, rispetto alle azioni.


Bisognerebbe far più spesso contest anonimi. E' più stimolante.
 
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